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Disinfestazione · lavoro 1 di 4

La scheda Google di un'impresa di disinfestazione

È la leva che rende di più e costa zero. Qui c'è campo per campo cosa scriverci, con le parole che usa chi ha le blatte in cucina alle nove di sera — non quelle del settore.

Perché conta più del sito

Quando qualcuno cerca «disinfestazione» più il nome della sua città, in cima ai risultati compaiono tre aziende con la mappa, le stelline e il tasto «Chiama». Chi ha un'infestazione in casa tocca lì e non scorre oltre.

Entrare in quei tre non dipende dal sito: dipende quasi tutto da quanto è completa e viva la scheda. Ed è per questo che è un lavoro da pomeriggio, non da mesi.

Il riquadro mappe e i risultati normali sono due classifiche diverse. Si può essere terzi nei risultati normali e non comparire affatto nel riquadro. Se lavorate solo sul sito, sul riquadro non succede quasi niente. La spiegazione completa è nella guida.

Campo per campo

  1. La categoria principale

    È il campo che pesa più di tutti, ed è quello sbagliato più spesso. Se fate disinfestazione e la categoria principale dice «Impresa di pulizie» o «Servizio di manutenzione», Google vi ha capiti come un'altra cosa: per la ricerca «disinfestazione + città» siete quasi invisibili.

    Una principale sola, quella giusta, e poi le secondarie per il resto che fate — derattizzazione, sanificazione, allontanamento volatili. Non riempitele tutte: le secondarie inutili diluiscono, non aggiungono.

  2. I servizi, con le parole del cliente

    C'è una sezione «Servizi» che quasi nessuno compila, e nel vostro mestiere vale moltissimo, perché la gente cerca l'animale, non il servizio.

    Le parole che usano loro:

    blatte · scarafaggi · cimici da letto · topi · ratti · zanzare · zanzara tigre · vespe · calabroni · formiche · tarli · pulci · acari · piccioni · nidi di vespe · api in casa

    Chi ha il problema scrive «scarafaggi in cucina», non «Blattella germanica». Se sulla scheda c'è solo «disinfestazione», per quella ricerca lì non esistete.

  3. Gli orari, e la voce «aperti adesso»

    È la parte che nel vostro settore vale più che altrove. Le infestazioni si scoprono di sera — le blatte escono col buio, i topi si sentono di notte — e chi cerca a quell'ora usa «aperti adesso» o «h24».

    Se fate interventi in emergenza e sulla scheda risultate chiusi alle 18, per tutte quelle ricerche non comparite. E chi compare in quella fascia riceve la chiamata del primo che risponde, senza confronti.

    Attenzione a non barare. Se dichiarate 24 ore e poi non rispondete di notte, le recensioni da una stella arrivano in fretta — e in questo mestiere una recensione «ho chiamato e non ha risposto nessuno» pesa moltissimo.

  4. La zona servita

    C'è un campo per dichiarare i comuni o le province dove intervenite. Non serve a comparire ovunque — non funziona così — ma serve a far capire il raggio d'azione a chi legge, e a non farvi scartare da chi sta a venti chilometri e pensa che non arrivate.

    Mettete i posti dove andate davvero. Se dichiarate mezza regione e poi rifiutate gli interventi lontani, il risultato sono chiamate perse e gente arrabbiata.

  5. Le foto

    Foto vere: il furgone con la scritta, le attrezzature, le trappole installate, il tecnico con la tuta e il cartellino. Non i rendering, non le foto comprate — si riconoscono.

    Nel vostro mestiere le foto fanno un lavoro in più: rassicurano. Chi ha un'infestazione ha anche un po' di vergogna, e vedere gente in divisa che lavora in silenzio conta più di dieci righe di testo.

  6. Anno di apertura e descrizione

    Poche righe con dentro cosa fate e dove. E l'anno di apertura giusto: se siete del 1975 e sulla scheda Google scrive «Più di 15 anni», state buttando via cinquant'anni di storia — che in questo mestiere è esattamente quello che rassicura il cliente.

Le recensioni: cosa fanno davvero

Non vi fanno salire. Vi fanno ricevere la telefonata.

La posizione nel riquadro la decidono soprattutto vicinanza, categoria e completezza della scheda. Le recensioni decidono un'altra cosa: chi, fra i tre mostrati, riceve la chiamata.

Sono due lavori diversi e vanno fatti tutti e due — ma se qualcuno vi vende «recensioni per salire in classifica», vi sta vendendo la cosa giusta con la motivazione sbagliata.

Il momento in cui si chiedono

Appena finito l'intervento, quando il problema è risolto e il cliente è sollevato. Non un mese dopo, quando se n'è dimenticato — e in questo mestiere si dimentica in fretta, perché è un problema che nessuno vuole ricordare.

Serve il link diretto alla recensione, quello che apre già la finestrella: se il cliente deve cercarvi su Google e navigare, non lo fa.

Rispondere a tutte

Anche alle vecchie rimaste scoperte. Anzi: soprattutto a quelle brutte. Chi legge una recensione da una stella con sotto una risposta pacata e concreta — «ci dispiace, l'intervento del 12 marzo prevedeva due passaggi, il secondo era in programma…» — si fida di più, non di meno.

Una scheda con quaranta recensioni e zero risposte è una scheda abbandonata, e si vede.

Come controllare dove siete, adesso

Il riquadro cambia da via a via, quindi «siamo primi» senza dire da dove non vuol dire niente.

  • Cercate stando nella zona che vi interessa, dal telefono — non dall'ufficio, se l'ufficio è in periferia
  • Guardate la pagina normale di Google, non la linguetta «Maps»: sono due classifiche diverse
  • Fate la stessa ricerca da tre punti diversi della vostra zona e segnate le tre posizioni
  • Segnate la data. Senza data non si può dire se qualcosa è cambiato

Se preferite che lo faccia io: scrivetemi nome dell'impresa e città. Guardo il riquadro dalla vostra zona, conto le recensioni vostre e quelle di chi vi sta davanti, e vi mando cosa ho visto. Gratis, entro due giorni.

Analisi gratuita

Vi guardo la scheda, gratis

Nome dell'impresa e città dove lavorate di più. Vi dico a che posto siete nel riquadro, chi vi sta davanti, con quante recensioni, e quali campi della scheda sono vuoti.