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Quanto costa davvero la SEO locale in Italia
Sono di parte: vendo questa cosa, e a un prezzo preciso. Proprio per questo qui trovate i prezzi di tutto il mercato, anche quelli sopra e sotto il mio, e le domande da fare a chiunque vi mandi un preventivo — me compresa.
Le tre fasce, e cosa contengono
Questi sono i prezzi che si trovano oggi sui listini pubblici italiani, agosto 2026, per un'impresa di servizi che lavora in una provincia.
| Quanto | Cosa c'è dentro davvero | Quando ha senso |
|---|---|---|
| sotto 200 € / mese |
Un rapporto generato in automatico, qualche modifica standard, e un articolo scritto in fretta. Sono i listini delle agenzie stesse a chiamarlo «lavoro superficiale». Non è disonestà: a quella cifra, matematicamente, nessuno può guardarvi. | mai |
| 400 – 800 € / mese | Un professionista che vi segue uno per uno: la scheda Google tenuta viva, pagine nuove ogni mese, il sito riparato dove serve, e qualcuno che risponde quando scrivete. | imprese di servizi con una provincia da difendere |
| 800 – 1.500 € / mese | Agenzia strutturata: più persone, più canali, chi scrive e chi misura sono persone diverse. Spesso include la gestione della pubblicità a pagamento. | imprese sopra i 3-4 milioni, con qualcuno dentro che le segue |
| sopra 1.500 € / mese |
Progetti nazionali, più lingue, negozi online con migliaia di prodotti. Un altro mestiere. | non voi, quasi certamente |
Esistono anche i lavori una tantum: un intervento tecnico sul sito o una scheda Google rimessa a posto vanno dai 300 ai 1.500 € a seconda di quanto è messo male. Sono utili per cominciare, ma da soli non costruiscono niente nel tempo.
Perché i pacchetti da 160 € esistono
Non è un mistero, ed è una questione di aritmetica.
Seguire davvero un cliente — guardare la sua situazione, scrivere pagine sue, tenere la scheda, rispondere alle recensioni, misurare — vuol dire fra le sei e le otto ore al mese. A 160 € al mese, quelle ore verrebbero pagate poco più di venti euro l'una, tasse e strumenti compresi. Nessuno lo fa.
Quindi cosa si compra a 160 €? Un rapporto generato da un programma — quello che elenca ottanta problemi tecnici che nessuno sistemerà — e forse un articolo generico sul blog. È lavoro fatto una volta e replicato su tutti i clienti.
Il danno vero non sono i 160 €. È che dopo un anno pensate di aver provato la SEO e che non funzioni. Vi siete costruiti un'opinione sbagliata pagando 1.920 €, e la prossima volta che qualcuno vi propone di lavorare sul serio dite di no.
Le sei domande da fare a un preventivo
Fatele a chiunque, me compresa. Chi non risponde con numeri sta vendendo aria.
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«Quante ore al mese, e su cosa?»
Se non sanno rispondere, non hanno un piano: hanno un listino. Una risposta buona suona così: «sei ore, di cui tre a scrivere pagine, una sulla scheda, una sulle recensioni, una a misurare».
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«Cosa mi consegnate il primo mese?»
Deve esserci una cosa, non un'attività: tre pagine, la scheda rifatta, i titoli riscritti. «Ottimizzazione on-page» non è una consegna, è una parola.
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«Su quali ricerche puntiamo, e quante persone le fanno?»
Devono uscire delle parole precise e dei numeri. Se rispondono «lavoriamo su un ampio ventaglio di parole chiave», non hanno guardato la vostra zona.
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«Qual è la mia posizione oggi? Me la fate vedere?»
Se non misurano il punto di partenza, fra sei mesi qualunque risultato sarà una loro affermazione contro la vostra memoria. La foto di partenza, con la data, è la cosa che vi protegge di più.
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«Il report contiene le telefonate arrivate dalla scheda Google?»
È il numero che conta più di tutti e Google lo fornisce gratis. Quasi nessuno ve lo fa vedere, perché è l'unico che non si può abbellire. Se il report ha dentro quello, è un report serio.
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«Cosa succede se dopo sei mesi non è cambiato niente?»
Non esiste la risposta perfetta — nessuno può garantire posizioni. Ma deve esistere una risposta: si rivede il piano, si cambia strada, ci si ferma. «Non succederà» non è una risposta.
Tre frasi che dovrebbero farvi chiudere la porta
- «Vi garantiamo la prima posizione su Google.» Sopra i risultati veri ci sono gli annunci a pagamento e il riquadro mappe, e la classifica cambia da via a via. Nessuno può garantirla. Chi lo mette per iscritto sta scrivendo una cosa che non può mantenere.
- «Siamo partner ufficiali di Google.» Esiste una certificazione per chi gestisce la pubblicità a pagamento. Per i risultati non a pagamento non esiste nessun partner, nessun accreditamento e nessun canale privilegiato.
- «Risultati in trenta giorni.» In trenta giorni si vedono le cose fatte — pagine online, scheda a posto. Le posizioni si muovono in tre-sei mesi, e le prime a muoversi sono quelle del riquadro mappe.
E una che invece è un buon segno
«Guardando la vostra situazione, secondo me non vi conviene.» Chi ve lo dice sta rinunciando a dei soldi per non prendersi un cliente che si lamenterà. È l'unico modo che ha, chi lavora bene, di continuare a lavorare bene.
Quanto vi deve rendere, per avere senso
Il conto lo potete fare da soli, ed è più semplice di quanto sembri. Vi servono due numeri che avete già in testa:
- Quanto vale un cliente nuovo nel primo anno. Un contratto annuale a un ristorante, una derattizzazione di condominio, una bonifica
- Quanti clienti nuovi servono per coprire la spesa
Un esempio con numeri veri del settore
Un canone annuale di sanificazione a un ristorante vale fra i 400 e i 1.200 € l'anno. Una derattizzazione di condominio fra i 600 e i 2.000 €. Una bonifica può valere molte migliaia.
Un canone da 450 € al mese costa 5.400 € l'anno. Vuol dire che deve portarvi fra i quattro e i dodici contratti nuovi in un anno per andare in pari — e ogni contratto che si rinnova l'anno dopo è guadagno secco. Se nella vostra zona non riuscite a immaginare quattro contratti in più in un anno, allora quel prezzo non fa per voi, e va bene così.
I valori dei contratti sono ordini di grandezza tipici del settore, non una rilevazione: i vostri li conoscete meglio voi, e sono quelli che vanno usati nel conto.
I miei prezzi sono scritti, come tutto il resto
490 € il primo passo, 450 € al mese il canone. E la pagina dei prezzi contiene anche la lista di chi farebbe meglio a non comprare.