Cosa faccio
Sei lavori. Nessuna sigla.
Qui c'è scritto cosa contiene ognuno, quanto ci vuole e cosa cambia davvero. Se dopo averlo letto una cosa non vi è chiara, quella cosa è colpa mia: scrivetemi e la riscrivo.
Lavoro 1
Riquadro mappe e scheda Google
È la leva che rende di più e costa meno. Ed è quella che quasi nessuno ha tirato fino in fondo.
Quando qualcuno cerca «il vostro servizio + la vostra città», in cima ai risultati compaiono tre aziende con la mappa. Chi ha un problema adesso tocca lì e non scorre oltre. Entrare in quei tre vale più di qualunque altra cosa si possa fare su un sito.
Cosa faccio, in concreto
- La categoria principale. È il campo che pesa di più ed è quello sbagliato più spesso. Se Google vi ha capiti come un'altra cosa, per la ricerca che conta siete quasi invisibili
- I servizi elencati uno per uno, con le parole che usa il cliente e non quelle del settore
- Orari veri e «aperti adesso», che vi fanno comparire nelle ricerche serali e di emergenza — una fascia in cui si chiama il primo che risponde
- Zona servita, anno di apertura, descrizione
- Foto vere, aggiornate: mezzi, attrezzature, persone al lavoro. Non i rendering
Una distinzione che fa risparmiare soldi
La posizione nel riquadro la decidono soprattutto vicinanza, categoria e completezza della scheda. Le recensioni decidono un'altra cosa: chi, fra i tre mostrati, riceve la chiamata. Sono due lavori diversi. Chi vi vende «recensioni per salire in classifica» vi sta vendendo la cosa giusta con la motivazione sbagliata.
La guida completa sul riquadro mappe, con le sette cose da sistemare →
Lavoro 2
Riparazione tecnica del sito
Le cose rotte che nessuno vi ha mai detto, e che si sistemano in ore.
Non è il rifacimento del sito e non tocco la grafica. È la manutenzione delle parti che Google legge e che i clienti usano dal telefono.
| Difetto | Perché costa | Quanto ci vuole |
|---|---|---|
| Titolo della pagina sbagliato | È la riga che Google mostra in grande. Se dice «Home» non dice né cosa fate né dove | mezza giornata su tutto il sito |
| Telefono non cliccabile | Chi legge dal telefonino deve copiare il numero a mano. Molti non lo fanno e chiamano il concorrente | dieci minuti |
| Intestazione principale assente o ripetuta | Google non capisce di cosa parla la pagina | poche ore |
| Pagine che Google non ha mai visto | Le avete pagate, sono online, e non esistono per nessuno | poche ore |
| Pagine doppie che si fanno concorrenza | Google ne sceglie una e le altre sono sprecate | variabile |
| Dati dell'attività assenti | Nome, indirizzo, orari e telefono vanno anche scritti in un modo che Google legge da solo | poche ore |
La guida sul titolo della pagina, con la formula per riscriverlo →
Lavoro 3
Pagine città
Tre al mese. È la parte che costruisce, e l'unica che richiede lavoro continuo.
Il ragionamento è semplice: se lavorate in venti comuni ma avete una pagina sola che li elenca tutti, per Google siete di un posto solo. Le pagine città servono a esistere anche negli altri diciannove.
Però la pagina secca sul nome del comune non basta più
Una pagina che dice «facciamo questo servizio anche a [comune]» è una pagina vuota travestita, e Google se ne accorge. Ne servono di vere.
La formula che uso è problema + luogo: non «servizio a Vercelli», ma «zanzare nelle risaie del Vercellese». Non «servizio a Torino», ma «topi nei cortili del centro storico». Costa uguale e vale il doppio, perché è scritta con le parole di chi ha il problema in casa — e perché non ce l'ha nessun altro.
Cosa contiene ognuna
- Il problema come lo racconta chi lo vive, non come lo chiama il settore
- Cosa c'è di specifico in quel posto: il tipo di edifici, il periodo dell'anno, le abitudini della zona
- Come intervenite, in quanto tempo, e cosa deve fare il cliente prima
- Titolo e descrizione scritti per la ricerca giusta
- Telefono cliccabile in cima e in fondo
Trentasei pagine in un anno. È un lavoro che si vede dal terzo-quarto mese, non dal primo.
Lavoro 4
Recensioni
Non fanno salire in classifica. Decidono chi riceve la telefonata.
Fra le tre aziende mostrate nel riquadro, quella con più recensioni recenti e meglio gestite prende la maggior parte delle chiamate. Ho visto schede seconde con dieci recensioni battere schede prime con quaranta, e viceversa: dipende da come sono tenute.
Cosa faccio
- Il link diretto da mandare al cliente appena finito il lavoro, quando è contento e si ricorda di voi. È il momento in cui si ottengono, non un mese dopo
- Risposta a tutte, anche a quelle vecchie rimaste scoperte
- Soprattutto alle brutte. Chi legge una recensione da una stella con sotto una risposta pacata e concreta si fida di più, non di meno. È il posto in cui si guadagna più fiducia di tutto il resto
- Due post al mese sulla scheda, perché una scheda viva vale più di una ferma
Quello che non faccio: recensioni comprate o scritte da noi. Si vedono, e quando si vedono fanno più danno che bene.
Lavoro 5
Analisi di partenza e dei concorrenti
Senza il punto di partenza, qualunque risultato è una parola.
È la prima cosa che consegno, e serve più a voi che a me: fra sei mesi si potrà dire se qualcosa è cambiato davvero, invece di raccontarselo.
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Dove siete oggi
La vostra posizione per le cinque ricerche che contano nella vostra zona: «servizio + città», la versione con «prezzi», quella con l'urgenza. Screenshot e data su ognuna, misurate dalla zona giusta — perché il riquadro mappe cambia da via a via.
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Chi vi sta davanti, e perché
Le aziende che escono prima di voi e la cosa concreta che hanno e voi no: il titolo scritto bene, le pagine sulle città, le recensioni, la scheda completa. Non «sono più forti»: cosa hanno.
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I difetti del vostro sito, in ordine di danno
Non l'elenco di ottanta righe generato da un programma. Le tre o quattro cose che spostano davvero qualcosa, e quali si sistemano in mezza giornata.
La prima analisi è gratis e non impegna a niente: mi scrivete nome dell'impresa e città, e vi rispondo per iscritto entro due giorni. Serve a me quanto a voi, per capire se ho davvero qualcosa da darvi.
Lavoro 6
Misurazione onesta
Un report al mese. Tre numeri.
I rapporti da quaranta pagine servono a far sembrare che sia successo tanto. «Impressioni» e «visibilità media» non pagano gli stipendi.
1. Posizioni
Dove siete per le ricerche che contano, misurate dalla stessa zona di partenza, con la data.
2. Pagine indicizzate
Quante pagine del sito Google ha davvero visto. Se ne avete trenta e ne conosce otto, è lì il problema.
3. Telefonate dalla scheda
Il numero che conta. Google lo misura gratis, e quasi nessuno ve lo fa vedere: è l'unico che non si può abbellire.
Cosa non faccio
Per evitare malintesi, meglio scriverlo.
- Non rifaccio il sito da zero e non cambio la grafica senza chiedervelo
- Non gestisco Google Ads. Sono soldi vostri che escono ogni giorno, e vanno tenuti separati da questo lavoro
- Non faccio social e non pubblico niente a nome vostro
- Non lavoro sui negozi online. Catalogo, schede prodotto e confronti di prezzo sono un altro mestiere
- Non tocco posta, domini e fatture
Quando serve una di queste cose ve lo dico e vi mando da qualcun altro. Non ci guadagno niente a farvi credere che so fare tutto.
Analisi gratuita
Quale di questi sei vi serve davvero?
Scrivetemi nome dell'impresa e città dove lavorate di più. Guardo la vostra situazione e vi dico da quale partirei — anche se la risposta è «da nessuno, siete già a posto».